LA BIODINAMICA

La biodinamica è una grande opportunità per chi coltiva il vigneto: consente di eliminare la chimica e consolidare lo stato di salute del terreno e delle viti. La biodinamica è  prevenzione e non intervento. Attraverso l’uso della sostanza organica  e dei processi portati dai preparati biodinamici consente di riabilitare l’humus nel terreno e quindi di ottenere piante più forti ed espressive, uve capaci di fermentare autonomamente senza ulteriori coadiuvanti enologici. Il risultato è un vino assolutamente naturale, di forte identità territoriale e anche un alimento sano e digeribile.

 

SOSTANZA

 

PROCESSO

 RISULTATO

L’ESPRESSIONE

 

In questo sito uso la parola “espressione” in un senso un po’ particolare, specifico dell’agricoltura biodinamica. Viene spesso detto che “la biodinamica aumenta l’espressione delle piante a livello epigenetico”, ma questo cosa vuol dire? Il DNA delle piante e di qualsiasi altro organismo vivente contiene tutte le informazioni che servono perché l’organismo si “esprima” al massimo delle sue potenzialità. La semplice presenza di queste informazioni non è di per sé sufficiente perché questo succeda: il grado di sviluppo / espressione di una pianta dipende fortemente dall’ambiente esterno.
Ad esempio, i suoli convenzionali senza struttura biologica e vitale non offrono un ambiente dove le piante possano esprimere tutte le potenzialità contenute nel proprio DNA. Nel caso della vite, il frutto è povero e, se se ne vuole ottenere del vino, bisogna fornirgli aiuto continuo tanto in campagna che in cantina. Credo che non ci sia bisogno di sottolineare come l’impoverimento dei terreni alimenti l’industria del concime, della difesa chimica delle piante e dell’enologia moderna.
La biodinamica corregge queste anomalie alla base e, grazie allo sviluppo di suoli vitali,  consente di ottenere uve che non hanno bisogno di integrazioni o interventi esterni per fermentare spontaneamente. Il risultato è un prodotto ottenuto senza interferenze, reale espressione della pianta e del territorio che lo genera, nonché dell’identità del viticoltore.