COLLABORAZIONI

Non mi interessa fare l’enologo per definizione. Il mio compito, dietro il produttore, è di fornire il miglior  strumento agronomico: la biodinamica. L’uva prima di tutto. Poi in cantina, attraverso una esperienza decennale, fornire quella certezza di risultato che solo una fermentazione spontanea può dare. Il vino così diventa il risultato del territorio e dell’annata, senza nessuna interferenza esterna. Non tutti cercano questo. A me piace collaborare con chi vuole esprimere il suo luogo e l’identità della sua azienda.